A pranzo con i ragazzi del minorile Ferrante Aporti

calendar Giovedì 1 Gennaio 1970

Anche nel suo viaggio pastorale a Torino papa Francesco non ha mancato di incontrare il mondo del carcere. Domenica 21 giugno ha pranzato in Arcivescovado con undici giovani detenuti del carcere minorile Ferrante Aporti, una famiglia rom e alcune persone senza dimora. Ecco il resoconto del sito internet Vaticaninsider.it.
 

22/06/2015
A tavola con gli ultimi «Si è comportato da nonno»
Il pranzo con i ragazzi del Ferrante
Maria Teresa Martinengo
Torino

 

Pinho Junior Luiz Antonio, origine brasiliana, studente di Scienze dell’educazione ed educatore in progetti come il Provaci ancora Sam! per i ragazzi a rischio dispersione, il pranzo di ieri in Arcivescovado non lo dimenticherà mai. E se lo porterà sempre nel cuore anche Tesfatzion Beyin Gherghis, immigrata della prima generazione, arrivata a Torino dall’Eritrea 40 anni fa, diventata cittadina italiana e ora ormai in pensione. E così tutti gli altri, il ristoratore filippino Ramos Rodrigo Perez, Rose Hillary Maleko, tanzaniana, la peruviana Maria Elena Ramos De Salazar. E naturalmente gli undici giovani detenuti del Ferrante, la famiglia rom, i senza dimora. Tutti a tavola - una grande tavola rotonda - con Papa Francesco e con monsignor Nosiglia in un clima che Luiz non esita a definire «speciale. Come a tavola con il nonno».

 

Atmosfera di famiglia

 

«Il Papa è una persona semplice, attenta, desiderosa di stabilire rapporti con le persone. Si vede - racconta il giovane educatore - che desidera sempre il bene del prossimo. È stato magnifico, ha saputo creare subito, tra tutti noi, 27 persone diverse, un ambiente familiare. Il pranzo si è svolto in un clima magico, per niente formale, in uno scambio di vera umanità. Ci ha fatto sentire a casa, con libertà e rispetto».

 

Ai ragazzi del Ferrante, Papa Bergoglio ha chiesto di raccontare un po’ della propria storia, qualcosa delle proprie speranze. Loro hanno raccontato e gli hanno consegnato l’elenco dei loro nomi per un aiuto futuro. A tavola si è anche parlato della Sindone e della sua storia, argomento introdotto dal signor Ramos (che ha un ristorante giapponese dove dà lavoro a dieci connazionali filippini). Finito il pranzo, scambio di regali. La signora Tesfatzion ha donato a Francesco un colorato cestino di artigianato eritreo, Luiz gli ha portato delle magliette della scuola di Capoeira dove insegna ai ragazzi ma anche una borsa e la lettera dei suoi allievi del Sam su diritto di cittadinanza e diritto all’istruzione. Altri doni il Papa li ha ricevuti da ogni commensale. Lui ha regalato a tutti un rosario.

 

La battuta

 

«A me Francesco ha rivolto una battuta divertente . ricorderà sempre Luiz - quando mi sono presentato. Sentito che sono brasiliano, mi ha detto: “Ma secondo te il calciatore più forte del mondo è stato Maradona o è stato Pelé. Rispondi con sincerità”. Io ho detto Pelé. E lui: me l’aspettavo!».

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