Poggioreale, il Papa pranza e dialoga con i detenuti

 

Pranzo con i detenuti delle carceri napoletane sabato 21 marzo per papa Francesco, precisamente con i reclusi di Poggioreale, di Secondigliano e dell’istituto minorile di Nisida. Papa Francesco alla Casa circondariale “Giuseppe Salvia” è stato accolto dal direttore del carcere di Poggioreale Antonio Fullone e dal cappellano don Franco Esposito. Qui si è recato nella cappella trasformata in sala da pranzo e ha assaggiato pietanze preparate dagli stessi detenuti.

 

www.vatican.va, sabato 21 marzo, Visita pastorale del Santo Padre Francesco a Pompei e a Napoli - Visita alla casa circondariale “Giuseppe Salvia” e pranzo con una rappresentanza dei detenuti - discorso consegnato dal Santo Padre

 

Poggioreale, Napoli

 

Sono contento di trovarmi in mezzo a voi in occasione della mia visita a Napoli. Ringrazio Claudio e Pasquale che hanno parlato a nome di tutti. Questo incontro mi permette di esprimere la mia vicinanza a voi, e lo faccio portandovi la parola e l’amore di Gesù, che è venuto sulla terra per rendere piena la nostra speranza ed è morto in croce per salvare ciascuno di noi.

 

A volte capita di sentirsi delusi, sfiduciati, abbandonati da tutti: ma Dio non si dimentica dei suoi figli, non li abbandona mai! Egli è sempre al nostro fianco, specialmente nell’ora della prova; è un Padre «ricco di misericordia» (Ef 2,4), che volge sempre su di noi il suo sguardo sereno e benevolo, ci attende sempre a braccia aperte. Questa è una certezza che infonde consolazione e speranza, specialmente nei momenti difficili e tristi. Anche se nella vita abbiamo sbagliato, il Signore non si stanca di indicarci la via del ritorno e dell’incontro con Lui. L’amore di Gesù per ciascuno di noi è sorgente di consolazione e di speranza. E’ una certezza fondamentale per noi: niente potrà mai separarci dall’amore di Dio! Neanche le sbarre di un carcere. L’unica cosa che ci può separare da Lui è il nostro peccato; ma se lo riconosciamo e lo confessiamo con pentimento sincero, proprio quel peccato diventa luogo di incontro Lui, perché Lui è misericordia.

 

Cari fratelli, conosco le vostre situazioni dolorose: mi arrivano tante lettere - alcune davvero commoventi - dai penitenziari di tutto il mondo. I carcerati troppo spesso sono tenuti in condizioni indegne della persona umana, e dopo non riescono a reinserirsi nella società. Ma grazie a Dio ci sono anche dirigenti, cappellani, educatori, operatori pastorali che sanno stare vicino a voi nel modo giusto. E ci sono alcune esperienze buone e significative di inserimento. Bisogna lavorare su questo, sviluppare queste esperienze positive, che fanno crescere un atteggiamento diverso nella comunità civile e anche nella comunità della Chiesa. Alla base di questo impegno c’è la convinzione che l’amore può sempre trasformare la persona umana. E allora un luogo di emarginazione, come può essere il carcere in senso negativo, può diventare un luogo di inclusione e di stimolo per tutta la società, perché sia più giusta, più attenta alle persone.

 

Vi invito a vivere ogni giorno, ogni momento alla presenza di Dio, a cui appartiene il futuro del mondo e dell’uomo. Ecco la speranza cristiana: il futuro è nelle mani di Dio! La storia ha un senso perché è abitata dalla bontà di Dio. Pertanto, anche in mezzo a tanti problemi, anche gravi, non perdiamo la nostra speranza nella infinita misericordia di Dio e nella sua provvidenza. Con questa sicura speranza, prepariamoci alla Pasqua ormai vicina, orientando decisamente la nostra vita verso il Signore e mantenendo viva in noi la fiamma del suo amore.

 

 

Il video del Centro televisivo vaticano sull'incontro a Poggioreale

 

 

 

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