Poletti a Padova, un ospite molto gradito

 

Il ministro del Lavoro Poletti a Padova, un ospite molto gradito. Ospite in senso pieno, visto che lunedì 14 aprile ha parlato dal centro congressi Padova “A. Luciani” gestito da Officina Giotto su invito del mondo della cooperazione triveneta di Legacoop sociale per discutere di “Crescita, occupazione e innovazione: terzo settore e cooperazione, una risorsa per il Paese e per il Nordest”.

 

Temi ben noti per esperienza diretta al ministro, già presidente nazionale Legacoop e negli ultimi anni presidente dell’Alleanza delle Cooperative italiane, organismo che raccoglie Confcooperative, Legacoop e Agci. «Abbiamo sempre avuto molta simpatia per lui», dice Nicola Boscoletto nell’indirizzo di saluto, «soprattutto per la concretezza del suo approccio. E cita un passaggio di un suo recente intervento su IlSussidiario.net per la presentazione del Rapporto annuale sulla sussidiarietà dal titolo “Sussidiarietà e... qualità nei servizi sociali”: «Sentirsi inutili a se stessi e inutili agli altri è la peggiore delle cose che può colpire una persona».

 

Non a caso pochi minuti prima nel corso della conferenza stampa il ministro ha annunciato la partenza a partire dal primo maggio del programma Garanzia Giovani dedicato ai ragazzi che interrompono gli studi e non trovano occupazione: «Nessun italiano deve stare a casa ad aspettare qualcuno o qualcosa. Questa è l’idea di fondo e tutte le politiche del governo sono finalizzate a questo obiettivo».

 

Boscoletto cita anche un altro passaggio dello stesso intervento, là dove il ministro racconta che la nipotina di sette anni non ha mai visto nei campi le lucciole, a causa dei diserbanti. Una metafora anche per il mondo delle imprese, per dire che non devono essere usati i diserbanti sociali distinguendo forme di imprese giuste e sbagliate e che «non è giusto rinunciare a qualcosa che nella realtà ha un valore».

 

Il presidente di Officina Giotto ha consegnato infine due doni al ministro: una colomba da tre chilogrammi sfornata nella Pasticceria Giotto del Carcere di Padova e un Uovo di Pasqua realizzato in collaborazione con IILA, l’Istituto Italo Latino-Americano, frutto di una forma di cooperazione internazionale avanzata a favore dei lavoratori dell’Ecuador e delle donne del Paraguay.

 

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