Dal Brasile all’Italia per creare un carcere più umano

 

Italia-Brasile, andata e ritorno. Su questo sito (leggi la news) abbiamo già raccontato la missione che dal 19 al 26 ottobre scorso ha portato una delegazione italiana nel Minas Gerais a incontrare le maggiori autorità locali e a visitare alcune strutture carcerarie gestite dalle Apac, le Associazioni di Protezione e Assistenza ai Condannati, un metodo pionieristico e innovatore, in cui le carceri si caratterizzano per l’assenza di armi e di polizia.

 

Ora è il turno dei brasiliani. Una delegazione brasiliana con rappresentanti delle Apac, del Ministero di Giustizia e dell’amministrazione penitenziaria sarà in Europa a fine novembre, nell’ambito del programma europeo EUROsociAL, e in occasione degli European Development Days. Le tappe del viaggio saranno Bruxelles il 25 e 26 novembre, Padova il 27 e 28 novembre, Roma il 29 novembre e Milano il 30 novembre e l’1 dicembre.

 

L’obiettivo della missione è proseguire con lo scambio di esperienze tra i sistemi della giustizia italiano/europeo e brasiliano, con particolare attenzione al lavoro e alla partnership tra istituzioni e settore privato, sia imprenditoriale che non profit. Il tutto con la regia di Avsi, ong operante da 40 anni in Brasile e da quattro anni direttamente coinvolta nelle Apac. Avsi ha avviato un progetto di rafforzamento dell’istituzione sulla linea diritti umani dell’Ue che ha permesso in particolare di dare consistenza alla componente lavoro, uno dei punti del metodo Apac, con il know how di Officina Giotto, e di valorizzare a livello nazionale e internazionale il metodo Apac che oggi conta oltre 40 unità in 18 stati brasiliani e presenze embrionali in 23 Paesi del mondo. Cruciale per questi risultati è l’alleanza tra l’associazione, le imprese (in particolare in Minas Gerais la Fiat-Chrysler), il sistema pubblico, in particolare Tribunale, Ministero della Giustizia Statale e Federale.

 

La delegazione brasiliana sarà composta da rappresentanti delle Apac e della Febac (la federazione o meglio fraternità che unisce le varie Apac), esponenti del ministero della Giustizia e del DePen, il corrispettivo brasiliano del Dap, magistrati, imprenditori aderenti all’Instituto Minas Pela Paz (Impp) che si occupa di sostenere iniziative sociali imprenditoriali e lavorative in carcere. A loro si uniranno Lorenzo Tordelli di EUROsociAL ed esponenti del Dap, di Avsi e di Officina Giotto.

 

A Bruxelles la delegazione parteciperà come detto agli European development Days, dove il 26 novembre si terrà un seminario sul tema “Promoting prisoners’ human rights”. Il 27 e 28 a Padova ci saranno incontri istituzionali con giudici e personale dell’amministrazione delle carceri e un workshop alla casa di reclusione Due Palazzi sul tema “Unità produttive, lavoro, dignità della persona”. A Roma è prevista l’audizione in commissione Diritti umani del Senato e l’incontro presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa presieduta da Sandro Gozi, mentre a partire dal 30 novembre a Milano i delegati incontreranno realtà che si occupano di prevenzione dell’emarginazione, accademici del settore giustizia e studenti di giurisprudenza.

 

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